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Coach spagnoli, giocatori russi: un binomio di successo

Giocatori russi e coach spagnoli: un binomio vincente che di recente ha trovato conferma nelle storie di Mirra Andreeva e Conchita Martinez, o di Andrey Rublev e Fernando Vicente. Ma che vanta tantri altri casi nel passato

27 febbraio 2025

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Le recenti vittorie centrate a Doha e Dubai da Andrey Rublev Mirra Andreeva hanno riacceso, per motivi differenti, il dibattito sui due tennisti russi. Se da una parte si è assistito a una sorta di rilancio del 27enne di Mosca, che non raggiungeva una finale dal torneo di Montreal disputato ad agosto e non vinceva un titolo addirittura dal maggio scorso, dall’altra ha confermato di essere in continua crescita la 17enne di Krasnojarsk: la più giovane di sempre a trionfare in un Wta 1000, con la chiara sensazione che il suo palmares andrà ulteriormente ad arricchirsi di titoli di questa categoria, già nel prosieguo della stagione.

Cos’hanno in comune Rublev e Andreeva? Oltre alla nazionalità e alla curiosità di aver vinto un titolo a poche ore di distanza l’uno dall’altra, condividono la particolarità di essere allenati da due coach spagnoli. Andrey è seguito dall’ormai lontano 2016 da Fernando Vicente, mentre Mirra è “diventata grande” al fianco di Conchita Martinez. Sebbene ai giorni nostri sia limitato a un numero abbastanza esiguo di casi (tra gli altri, si segnalano la presenza di José Clavet sulla panchina di Karen Khachanov e quella di Ana Alcazar nel box della promettente Oksana Selekhmeteva, non lontana dalla Top-100), il legame tra giocatori russi e allenatori spagnoli parte in realtà da molto lontano.

Si ricorda, su tutti, quando Marat Safin lasciò Mosca con destinazione Valencia per dare un ulteriore impulso al suo percorso di crescita in giovane età, o ancora la scelta di Svetlana Kuznetsova di approdare in terra spagnola per concentrarsi esclusivamente sul tennis, dopo aver 'respinto' le influenze ciclistiche provenienti dalla sua famiglia, plurivittoriosa nel mondo delle due ruote.

Russi e spagnoli, storia di successo

Russi e spagnoli, storia di successo

Lavorando con Rublev da molti anni, ho imparato a conoscere la mentalità dei giocatori russi, raramente soddisfatti per i risultati che conseguono sul campo e molto spesso tristi. Ragionano diversamente rispetto agli europei, ma sono persone sincere e naturali con cui è davvero facile collaborare”, ha ammesso Vicente, figura centrale nel cammino di Rublev tra i professionisti. “L’unica cosa che non mi piace di loro è che, appunto, sono troppo infelici: vale per Andrey, così come per i suoi connazionali”, ha proseguito l’allenatore originario di Benicarlo, ex numero 29 Atp nel 2000.

Rispetto a Rublev, sembra molto più aperta caratterialmente Mirra Andreeva, anche se probabilmente su questo influisce una maggior spensieratezza dovuta alla sua giovane età: “Mirra è ancora una ragazzina, ma è consapevole di poter migliorare sotto diversi aspetti. Si lascia consigliare e guidare in ogni cosa, questo è l’aspetto che apprezzo maggiormente”, ha commentato Conchita Martinez, campionessa a Wimbledon nel 1994 e l’anno successivo arrivata al numero due nel ranking mondiale. “Dopo il successo a Dubai non c’è stato tempo per festeggiare, ma abbiamo subito parlato di quel che bisognerà fare per confermarsi già a partire dai prossimi appuntamenti”, ha proseguito l’allenatrice spagnola, la quale intrattiene un ottimo rapporto con la sua allieva anche nei momenti di pausa dalle competizioni. A confermarlo, in questo caso, è stata proprio Andreeva, che ha definito la sua guida “molto professionale” ma anche “in grado di alternare momenti di svago ad altri di duro lavoro”.

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La collaborazione tra Rublev e Vicente è da considerarsi ormai un punto cardine nel disegno attuale del circuito Atp, mentre con il passare delle settimane si sta rinforzando sempre di più il legame all’interno del panorama Wta tra Andreeva e Martinez. In entrambe le situazioni, incide notevolmente l’enorme bagaglio di esperienza di cui dispongono i due allenatori, ma al contempo è molto importante anche la fiducia che i tennisti ripongono nei confronti delle rispettive guide tecniche.

Ricordando anche il passaggio di Aslan Karatsev a Barcellona nel 2017, qualche anno prima di affermarsi nel circuito maggiore, e la collaborazione cessata nel febbraio 2023 tra Daria Kasatkina e Carlos Martinez, nelle ultime stagioni Russia e Spagna si sono spesso ritrovate a braccetto tra campo e panchina. La presenza di allenatori iberici nel background di buona parte del movimento tennistico russo non è così sorprendente: in Spagna, infatti, vi è una maggior presenza di strutture di alto livello in grado di accogliere le esigenze di chi si pone l’obiettivo di diventare un giocatore affermato nel tour, così come non sono da trascurare gli innumerevoli vantaggi legati anche alle condizioni climatiche, decisamente più favorevoli soprattutto nei mesi invernali. Rublev e Andreeva rappresentano al giorno d’oggi i due casi principali di contatto tra Russia e Spagna, ma tutto lascia pensare che non sia finita qui. Chi saranno i prossimi a seguire le orme dei due Top-10?

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