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Il periodo di sospensione di Jannik Sinner sta pesando oltremodo sulle prestazioni dei suoi principali rivali nel circuito Atp. Da Zverev ad Alcaraz, passando per Medvedev e Djokovic, sono tanti i delusi dell’ultimo periodo
02 aprile 2025
L’assenza forzata di Jannik Sinner negli appuntamenti più recenti del circuito Atp, a causa della sospensione che l’altoatesino terminerà di scontare a inizio maggio (col rientro in programma agli Internazionali BNL d’Italia), non è stata sin qui in alcun modo sfruttata dai suoi rivali per avvicinarsi alla vetta della classifica mondiale. Nell’aggiornamento del ranking pubblicato dopo Miami, l’azzurro conserva 2.685 punti di vantaggio nei confronti di Alexander Zverev e 3.610 su Carlos Alcaraz, oltre a essere anche il leader nella Race to Turin grazie ai 2.000 punti messi in cascina con il successo agli Australian Open, l’unico torneo da lui giocato in stagione (seguono Zverev a quota 1.665 e Draper a 1.540).
Da Zverev ad Alcaraz, passando per Medvedev e Djokovic, sono tanti i tennisti che non hanno saputo sfruttare il periodo di stop imposto a Sinner, trovando una lunga serie di risultati deludenti che non hanno fatto altro che confermare come, al momento, non ci sia nessuno veramente in grado di impensierire Jannik al primo posto del ranking Atp.
ZVEREV, LA PRESSIONE È UN PROBLEMA: MAI OLTRE I QUARTI DOPO L’AUSTRALIA
Archiviati gli Australian Open con la sconfitta in finale contro Sinner, Alexander Zverev non è più riuscito a mantenersi su alti livelli nei successivi cinque tornei disputati. Non ha pagato la scelta del tedesco di affrontare la tournée sudamericana su terra battuta, chiusa con due eliminazioni ai quarti a Buenos Aires e Rio de Janeiro, né tantomeno la decisione di presenziare a inizio marzo al 500 di Acapulco, dove si è fermato al secondo turno contro il giovane Tien.
Profondamente negative, per il tennista di Amburgo, anche le due apparizioni nei Masters 1000 di Indian Wells e Miami, tornei chiusi prematuramente contro Griekspoor (all’esordio) e Fils (ottavi di finale). Se lo stop di Sinner sembrava dare un importante chance a Zverev verso la rincorsa al numero uno, dalla realtà è invece emerso come la pressione sul tedesco abbia prodotto l’effetto opposto, con troppe prestazioni deludenti e l’obbligo di dover accantonare, per il momento, qualunque discorso relativo a un eventuale sorpasso in vetta.
ALCARAZ DELUDE A MIAMI E LA VETTA SI ALLONTANA
Troppi alti e bassi anche per Carlos Alcaraz, un altro giocatore in crisi di risultati dal momento dello stop di Sinner. Fra Doha (quarti di finale), Indian Wells (semifinale) e Miami (sconfitta al debutto per mano di Goffin), lo spagnolo ha raccolto solo 510 punti contro i 2.500 ipotetici, rimanendo su un terzo gradino del podio che non lo accontenta affatto. Dalla sua parte, però, c’è l’imminente arrivo della terra battuta, superficie sulla quale si candida a recitare un ruolo da assoluto protagonista. Già sul “rosso” di Barcellona, evento a cui risultano iscritti anche Ruud, Tsitsipas e Rublev, Carlitos proverà a lanciare un chiaro segnale alla concorrenza in vista dei successivi appuntamenti chiave: Madrid, Roma e Parigi.
Il Roland Garros resta l’obiettivo numero uno di Alcaraz: oltre a difendere il titolo conquistato lo scorso anno, per lui si tratterà di una vera e propria ‘prova del nove’, con l’obbligo di risollevare la testa dopo le deludenti uscite delle ultime settimane. In uno sport in cui l’aspetto mentale riveste un ruolo di primaria importanza, è lecito pensare che un aiuto per Alcaraz possa giungere indirettamente dal rientro in campo di Sinner: con la possibilità di tornare ad affrontare Jannik nelle fasi decisive dei tornei, Carlos potrebbe ritrovare le giuste motivazioni e il tennis dei giorni migliori.
MEDVEDEV DICE ADDIO ALLA TOP-10: È LA FINE DI UN’ERA?
Uscito dalla Top-10 dopo oltre due anni, Daniil Medvedev è una delle più grandi delusioni di questi primi quattro mesi della stagione. Le assai premature eliminazioni agli Australian Open e a Miami sono state parzialmente salvate dalla semifinale a Indian Wells, ma il bilancio del 2025 per il russo resta negativo. Le recenti prestazioni offerte sul campo, in particolare l’ultima pesantissima sconfitta patita contro Munar all’esordio a Miami, hanno ribadito il lungo momento no del 29enne moscovita, a secco di titoli Atp da quasi due anni.
In controtendenza con quanto accaduto per tutta la sua carriera, Daniil dovrà cercare di rimettersi in gioco sulla terra battuta, superficie sulla quale ha vinto un unico torneo Atp (gli Internazionali BNL d’Italia 2023) e raggiunto i quarti di finale al Roland Garros solamente nel 2021. La sensazione è che anche su di lui abbia notevolmente pesato un eccesso di aspettative in concomitanza con lo stop di Sinner, anche se già nel corso del 2024 si era riscontrata una nuova versione di Medvedev, meno brillante rispetto al passato.
DJOKOVIC E IL TABÙ DELLE (ULTIME) FINALI: QUOTA 100 È INARRIVABILE?
Se le crisi di Zverev, Alcaraz e Medvedev possono essere imputate principalmente a fattori mentali, sembra invece la carta d’identità a rallentare il percorso di Novak Djokovic nell’élite del tennis mondiale. Nonostante i suoi trentasette anni, il serbo resta uno dei giocatori più temuti nel circuito, anche se nel 2025 a fare rumore sono state soprattutto le diverse sconfitte. L’ultima a Miami contro Mensik, una battuta d’arresto che ha riacceso il dibattito sulle finali nel tour maggiore per il tennista di Belgrado, costretto a rimandare l’appuntamento con il centesimo titolo in carriera. Escludendo l’oro conquistato alle Olimpiadi di Parigi, Djokovic non vince una finale nel circuito dalle Nitto Atp Finals del 2023, quando – nel remake della sfida della fase a gironi vinta da Sinner – superò l’azzurro con un doppio 6-3. In seguito, sono arrivati due secondi posti a Wimbledon (battuto da Alcaraz) e a Shanghai (superato da Sinner), più quello di Miami.
Il focus di Novak è sul traguardo dei 100 trofei nel Tour, soglia superata soltanto da Jimmy Connors e Roger Federer: per un giocatore che ha vinto tutto (o quasi) quel che poteva vincere, macinando record su record, sarebbe la ciliegina sulla torta. Gli ultimi risultati, tuttavia, dimostrano che anche una leggenda di questo sport può incontrare delle difficoltà: in possesso di un enorme bagaglio d’esperienza, però, Djokovic ha tutte le carte in regola per continuare a incidere nella fase finale della sua pluriennale avventura nel Tour. Tenuta fisica permettendo, può ancora pensare di impensierire le giovani stelle del tennis mondiale.
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