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Lo spagnolo, dopo l'esordio a Rotterdam, ha ribadito l'importanza di un'uniformità per quanto riguarda le palline adottate nei vari tornei: "Qualcosa deve cambiare". E l'ATP, come annunciato a dicembre, ci proverà a partire dalla stagione su terra
di Samuele Diodato | 05 febbraio 2025
Quello delle palline, della diversa tipologia di cui si fa uso da un torneo all’altro, è un tema che tiene banco da anni. E anche il 2025, almeno per ora, non fa eccezione. È tornato a parlarne il n. 3 ATP Carlos Alcaraz, dopo la sua vittoria all’esordio dell’ATP 500 di Rotterdam, contro Botic Van De Zandschulp.
“Ho avuto un po' di tempo per adattarmi alle condizioni, sono arrivato venerdì, ma la verità è che non sono facili per me. Il campo è relativamente veloce e le palline diventano enormi dopo una mezza dozzina di colpi, è molto difficile essere aggressivi" , ha chiarito. “Ogni settimana le palline cambiano. Gli infortuni sono sempre più numerosi. Non è facile. Qualcosa deve cambiare. Faccio del mio meglio per mantenermi il più sano possibile e credo di esserci riuscito”.
Un problema che lo stesso giocatore di Murcia – il quale ha detto anche di aver avuto l’influenza, dalla quale sta recuperando – aveva già lamentato in diverse occasioni, specialmente a partire dalle ATP Finals del 2023. "È incredibile che, se giochiamo tre o quattro tornei di fila, giochiamo tutti e quattro i tornei con palline diverse”, aveva detto. "Ogni campagna, tournée, deve essere giocata con la stessa palla. Ad esempio, i tornei in Australia, con le stesse, in Sud America uguale, e così negli Stati Uniti. Non dobbiamo cambiare ogni torneo”.
E così al Miami Open dello scorso anno, dove, un po’ come a Rotterdam, le palline impiegavano pochissimo, a suo dire, per gonfiarsi, diventando dunque molto pesanti. Prima di lui e con lui hanno lanciato lo stesso appello anche tennisti come Jessica Pegula, Stefanos Tsitsipas, Stan Wawrinka e Taylor Fritz (quest’ultimo in relazione ad alcuni problemi avuti al polso dopo tre tornei negli States che utilizzavano tutti palline differenti).
Non si può dire che sia un lamento inconcludente, anzi. La stessa ATP, col presidente Andrea Gaudenzi, sembra voler muovere in quella direzione. Lo scorso dicembre, l’ex tennista azzurro ha annunciato che l’idea di adottare una gestione centralizzata a partire da Monte-Carlo. Dal Masters 1000 nel Principato fino agli Internazionali BNL d’Italia, quindi, verranno utilizzate le stesse palline in tutti i tornei sui quali l’ATP ha l’ultima parola (gli Slam restano indipendenti).
Il piano è quello di estendere questo modus operandi in una maniera probabilmente simile a quella auspicata da Alcaraz, ma per procedere ulteriormente bisognerà aspettare, aveva fatto capire Gaudenzi, che i contratti dei tornei con le varie aziende produttrici scadano regolarmente. Cosa fare, nel frattempo? Una ricetta davvero vincente non esiste, ma forse una programmazione sempre più attenta, Sinner insegna, è fondamentale per prevenire problematiche derivanti dalle palline.
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