-
Atp

Rotterdam, Alcaraz batte i fantasmi col brivido: Van de Zandschulp ko in tre set

La cronaca del match di esordio di Carlos Alcaraz all'ATP 500 di Rotterdam. Lo spagnolo ha sconfitto l'olandese Botic Van De Zandschulp che l'aveva eliminato allo US Open

di | 04 febbraio 2025

Alcaraz in azione col suo dritto (Profilo X @abnamroopen)

Alcaraz in azione col suo dritto (Profilo X @abnamroopen)

La vendetta, come si suol dire, è un piatto che va servito freddo, con pazienza. E di pazienza, per piegare Botic Van De Zandschulp, Carlos Alcaraz ha dovuto averne parecchia. Nel suo primo match in carriera all’ABN Amro Open di Rotterdam (ATP 500 con 2.563.150 euro di montepremi), lo spagnolo, numero 3 del momdo e testa di serie n. 1, ha impiegato due ore e 34 minuti di gioco per sconfiggere l’olandese (84 ATP) con il punteggio di 76(3) 36 61.

Di quella pesante sconfitta di settembre, al terzo turno dello US Open, ha probabilmente visto anche qualche fantasma, lo spagnolo, autore di una performance tanto fallosa quanto poco convincente, in cui ha dovuto salvare anche un set point nel primo parziale. Al secondo turno, l’iberico attende il vincente della sfida tra Andrea Vavassori (n. 317) e Felix Auger-Aliassime (n. 23).

IL MATCH

In avvio, come troppo spesso gli accade ultimamente, Alcaraz si mostra un po’ frettoloso, a dispetto di colpi che non creano grossi problemi a Van De Zandschulp, e che dopo un certo numero di accelerazioni portano l’iberico a sbagliare. Errori che – dopo una palla break annullata nel primo game – lo portano a cedere la battuta nel terzo gioco.

La reazione, per la verità, è immediata, ma il rendimento resta troppo altalenante. Un voleé vincente lo riporta sul 2-2, ma, ancora, i tre gratuiti arrivati subito (l’ultimo è un dritto a rete) regalano un altro break al n. 84 ATP. Il quale completerà finalmente l’allungo sul 4-2, tenendo il servizio a 15.

È lui il miglior giocatore in campo nella prima mezz’ora di gioco, trovando profondità anche quando costretto in fase difensiva. Come spesso gli è accaduto in carriera, però, sono i nervi a tradirlo nel momento di servire per il primo set, sul 5-4. Il game, emblematicamente, si apre con un doppio fallo, che si ripete anche sull’unico set point (40-30). A quel punto, un dritto vincente di Alcaraz e un errore forzato di Van De Zandschulp vanificano quanto di buono fatto, rimettendo il partita il n. 3 ATP.

Così cambia il vento, e la brillantezza della testa di serie n. 1 fa la differenza nel tie-break: un passante di rovescio vincente gli dà il primo mini-break, uno “strettino di dritto il secondo, e il set si chiude, con enorme fatica, dopo 65 minuti di gioco. Un parziale in cui, secondo le statistiche ATP, ha fatto segnare 23 non forzati.

Il cambiamento è prima mentale, poi tecnico. Nel momento della disperazione, pur potendo contare sui “regali” del suo avversario, Alcaraz ha cercato di controllare la propria “furia” con traiettorie più arrotate, prediligendo maggiormente la profondità, con più margine sulla rete.

La stessa rete sulla quale, però, si infrange poco dopo il dritto che gli avrebbe dato anche il break in apertura di secondo set. Il suo atteggiamento più “centrato” dura in ogni caso nuovamente troppo poco di fronte ad un’ottima versione di Van De Zandschulp, capace di resettare dopo le tante chance sprecato nel primo set.

Nel secondo game, ad esempio Alcaraz risale dal 15-40, e si procura anche una palla break sul 2-2 30-40 in suo favore. L’occasione sfumata per l’allievo di Juan Carlos Ferrero (oggi assente nel box) cambia nuovamente il volto della partita grazie ad un nuovo “black-out” del pluricampione Slam. Quattro gratuiti mandano quindi l’olandese avanti 5-2, con un parziale alla metà del set di 11 punti a 1.

La “lezione” del primo parziale fa evidentemente bene a Van De Zansdschulp, che questa volta chiude il set a suo favore proprio grazie al servizio, lasciandosi alle spalle i due doppi falli. Decisiva, in particolare, la robusta seconda di servizio – ingestibile per il murciano in risposta – sulla parità. Infine, è proprio un non forzato del campione di Wimbledon che manda il match al set decisivo, facendo esplodere il pubblico sul Centrale di Rotterdam.  

Entusiasmo che, per la verità, è alle stelle dopo i primi tre errori di Alcaraz, obbligato subito ad annullare una chance di break. Il match non smentisce dunque l’alta frequenza di colpi di scena quando, al servizio, il tennista di casa realizza due doppi falli che suonano quasi come una condanna. Sulla palla break, lo scambio da fondo si conclude con un errore di dritto di Botic, che lascia così nelle mani dello spagnolo le redini della partita.

Mancano lucidità e prestanza fisica, a Van De Zandschulp, per sperare di poter tornare in partita, mentre Alcaraz chiude "dominando, ma con la macchia di due set giocati nettamente al di sotto delle proprie possibilità. Se vorrà raggiungere la sua prima finale in carriera su un campo indoor in Olanda, l'impressione è che debba e limitare, per prima cosa, i troppi passaggi a vuoto, descritti perfettamente dai 48 gratuiti commessi oggi.

"Ho avuto molti alti e bassi", ha confermato Alcaraz. "Essendo sotto di un set point nel primo set, penso che Botic abbia giocato una partita davvero solida, molto costante. Sono dovuto restare molto concentrato nei momenti difficili, ho dovuto continuare a spingere e avere fiducia che il buon tennis sarebbe tornato. Sono felice di avercela fatta in una partita difficile e di avere la possibilità di migliorare nel prossimo turno. È totalmente diverso quando sei in gara rispetto agli allenamenti - ha detto riguardo alle condizioni di gioco -. "Ho iniziato con molto nervosismo, penso sia normale. La prima partita di ogni torneo non è mai facile. Ho dovuto solo abituarmi alla mia prima partita qui a Rotterdam".

Loading...

Altri articoli che potrebbero piacerti