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L'italiano, eliminato dal Miami Open in tre set dall''argentino Tirante, rimanda ancora l'appuntamento con la sua prima vittoria sul circuito Atp del 2025. Ma i segnali di rirpesa cominciano ormai a vedersi
di Ronald Giammò | 20 marzo 2025
Infortunarsi a una spalla e incappare in un fastidioso acciacco allo psoas, e imbattercisi tra il finale di una stagione e l'inizio della successiva, per un tennista equivale a ritrovarsi con le gomme sgonfie e tutto un gran premio ancora da correre. Se ne è accorto Flavio Cobolli, tornato finalmente integro dopo mesi di lungo e doloroso rodaggio ma ancora digiuno di vittorie sul circuito Atp nel 2025, e sconfitto al primo turno del Miami Open dall'argentino Thiago Agustin Tirante (n.117) col punteggio di 61 36 63. Una sconfitta arrivata al terzo set, accolta come ovvio con delusione ma che reca in sé i primi squilli di una riscossa cui manca ora solo l'acuto di un successo così da rilanciarne le ambizioni per un 2025 ancora tutto da giocare.
Entrambi reduci dal circuito Challenger, con Tirante campione a Cordoba e Cobolli apparso in ripresa in quel di Phoenix, i due contendenti hanno dato vita a un match a viso aperto partendo però da premesse molto diverse. Se l'argentino infatti sperava di poter contare su una condizione migliore, per l'azzurro il match si presentava come l'ennesimo test (anch'esso sul veloce) utile per consolidare quel po' di certezza che era riuscito ad acquisire durante la trasferta in Arizona. Compito apparso proibitivo in avvio, quando testa e braccio e corpo dell'azzurro parevano ancora viaggiare a diverse velocità, una differita tradottasi in ben 14 gratuiti concessi al suo rivale e un modesto 40% di prime palle messe in campo.
Flavio Cobolli, il nostro nuovo giocatore universale
Tuttavia, segni di ripresa se ne erano intravisti. Soprattutto nel carattere con cui Cobolli ha continuato a insistere nella ricerca di una misura e di soluzioni che lo sciogliessero dall'incertezza che ancora ne attanagliava il gioco. La ricompensa è arrivata nei primi game del secondo set, quando finalmente Cobolli è riuscito a strappare la battuta all'argentino senza poi offrir lui alcuna chance per riportarsi in parità. Lunghi sprazzi di partita in cui i giri del suo motore sono tornati a produrre quel tennis volitivo e tambureggiante cui l'attuale n.43 ci aveva abituato nel corso del suo eccellente 2024.
Oliati gli ingranaggi - percentuali e confidenza - sul rettilineo finale la candela di Cobolli ha finito col bruciarsi però dall'altro lato, quello di una condizione inevitabilmente ancora approssimativa, figlia di una off season vissuta a ritmo ridotto e ancora priva di energie sufficienti nel suo serbatoio. Se l'entusiasmo accumulato gli ha infatti permesso in avvio di portarsi in vantaggio di un break, alla lunga il guizzante Tirante è riuscito a riprendere campo spostando l'azzurro col risultato di prosciugarne quel po' di reattività che ancora lo sorreggeva, inducendolo all'errore e ottenendo due break consecutivi a metà parziale con cui riuscire a spostare definitivamente l'inerzia del match regalandosi un secondo turno contro la testa di serie n.27 Dennis Shapovalov.
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