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Potenza e materiali rendono sempre meno proficua la scelta di adottare il colpo impugnando a una mano la racchetta. Tecnici e leggende del passato, classifiche e statistiche: tutto sembra indicare l'imminente fine del fondamentale. Eppure c'é chi dice non sia ancora arrivato il momento per riporlo definitivamente in cantina. I vantaggi secondo coach Tartarini
04 marzo 2024
Quando cinquant'anni fa (agosto 1973) fu pubblicata la prima classifica Atp erano ben nove i giocatori inseriti nella top10 ad adottare il rovescio a una mano. Oggi non ve n'é più alcuno e gli unici due giocatori tra i top20 a ricorrervi ancora sono il greco Stefanos Tsitsipas e Grigor Dimitrov. Se esteso ai primi 100 giocatori in classifica il conto sale a 10.
Tra questi figura Lorenzo Musetti, il cui coach Simone Tartarini intervenuto nel corso del programma L'Università del Tennis in onda su SuperTennis, ha descritto quali siano i requisiti necessari per una buona esecuzione di questo colpo soffermandosi inoltre sui vantaggi che il ricorrervi potrebbe dare in termini di resa nel gioco. Fondamentale, per Tartarini, è la preparazione anticipata del colpo, la ricerca di una giusta ampiezza negli appoggi così da ottenere maggior equilibrio in fase di impatto e l'uso della mano sinistra nel riuscire a calibrare bene traiettoria e qualità dell'impatto della palla con le corde. Tre momenti concentrati in pochissimi secondi e che, in alcune circostanze, consentirebbero di avere dei vantaggi nei confronti dei bimani, in primis in difesa e nel ricorrere allo slice, e poi nella costruzione della palla corta, colpo eseguito anche dai bimani dotati però non della stessa sensibilità di chi è abituato a giocare a una mano.
L'anno scorso, forse intuendo quel che di lì a poco sarebbe accaduto nella top10, fu invece Stefanos Tsitsipas durante gli Us Open a rievocare il momento in cui decise di abbracciare questo fondamentale, tanto bello quanto fragile vista la cifra attuale del tennis moderno ormai indirizzata verso una potenza amplificata da materiali sempre più all'avanguardia. "Mi ricordo quando ero indeciso circa lo stile da scegliere per quel colpo. Ricordo che un lunedì svolsi un intero allenamento giocandolo a due mani, dopodiché il giorno dopo mi dissi: 'sai che c'é, voglio eseguirlo a una mano".
Tsitsipas confidò anche che a orientare la sua decisione, più che le sensazioni di un momento, contribuirono due giocatori da lui ammirati e a cui andò ispirandosi, specialmente nell'esecuzione di quel fondamentale: Pete Sampras e Roger Federer: "Mi diedero un motivo in più per seguire quella strada, sono stati due giocatori che hanno reso ancor più speciale quel colpo ai miei occhi".
Una scelta, quella del greco, mai più rinnegata negli anni, divenuta anzi una vera e propria fede, incrollabile anche in tempi in cui questo fondamentale rischia di scomparire: "Credo sia solo una fase - ha recentemente commentato Tsitsipas riguardo alla fuoriuscita del rovescio a una mano dalla top10 - e resto molto ottimista sul futuro di questo colpo, sicuro che in futuro vedremo molti altri campioni farvi ricorso. Non penso affatto sia finito".
Certo è che se a dirsi pessimista circa la sua sopravvivenza è chi oggi è preposto alla costruzione dei giocatori del domani, allora risulta più difficile abbandonarsi all'atto di fede professato dal greco ex n.6 del mondo. E' il caso di David Nainkin, responsabile del programma di sviluppo maschile della USTA, che lo scorso autunno parlando con il New York Times non è andato per il sottile quando chiamato a dare un consiglio ai giovani giocatori desiderosi di affinarne la tecnica: "Abbandonatelo!". Per Nainkin quello "a due mani è un colpo molto più stabile, e il movimento è più corto e semplice da eseguire".
E' un parere simile, anche se non così tranchant, a quello condiviso dalla ex n.1 del mondo Martina Navratilova, divisa tra la corretta lettura del gioco moderno e l'esigenza tuttavia di affinare un certo tipo di sensibilità ugualmente richiesta da alcune fasi di gioco: "Incoraggerei i giovani a tenere le due mani ben salde sulla racchetta, ma anche ad esercitarsi sulle volé e sul rovescio a una mano in slice".
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