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Campioni nazionali

Garbin: ''Il tempo perduto sarà l'arma in più di Trevisan''

La capitana di Fed Cup analizza l'exploit di Martina a Parigi.''Tennisticamente ha un'età inferiore ai suoi 26 anni''

di | 05 ottobre 2020

Martina Trevisan

L'esultanza di Martina Trevisan a Parigi

Un tempo Martina Trevisan voleva sparire. Era convinta che solo finendo nell’oblio, le persone sarebbero riuscite ad accorgersi ed occuparsi di lei. Era il tempo delle tenebre e di qualcosa più grande di quell’adolescente che sognava con la racchetta in mano. I problemi famigliari e l’anoressia che l’aveva fiaccata nell’anima prima ancora che nel fisico, fino a decidere di rinchiudere la racchetta in uno stanzino e mollare il tennis.  Sono passati dieci anni, di cui cinque passati lontano dai campi. Sembra preistoria. Ora la ragazza che voleva diventare invisibile si è manifestata agli occhi del mondo. Tra le migliori otto del Roland Garros, Martinà ha messo l’accento sulla carriera al Bois de Boulogne, proprio lì dove tutto finisce per essere accentato.

“E’ una giornata più che incredibile, ne stavo parlando poco fa proprio con Martina” ci racconta a qualche ora dalla vittoria in ottavi contro Kiki Bertens la capitana dell'Italia di Fed Cup, Tathiana Garbin, che ha visto crescere la Trevisan e non ha mai smesso di credere in lei anche nei momenti bui. “E’ un sogno, anche per il periodo che stava attraversando: stava esprimendo un buon tennis ma senza raccogliere molto in termini di risultati. Ci voleva pazienza e fiducia, ne abbiamo parlato spesso, ed alla fine i suoi sforzi sono stati premiati”.

Martina, che non aveva mai vinto un match a livello di Slam, irrompe nei quarti nel mondiale su terra battuta. Lo fa centrando il settimo successo di fila sulla terra parigina, un lungo percorso iniziato nelle qualificazioni. L’ultima perla il primo successo in carriera contro una Top 10 come Kiki Bertens, numero 8 WTA e quinta testa di serie. L’epifania arriva all’improvviso, ma era solo questione di tempo. “Non è una sorpresa assoluta – prosegue Garbin, che in tempi non sospetti, nel 2017, ha affidato anche alla giocatrice fiorentina il compito di riportare in auge l’Italia di Fed Cup - Il suo livello di tennis è sempre stato alto. Da tre anni sta giocando bene anche se ha raccolto meno. Quando non ottieni i risultati all’altezza del tuo potenziale, è difficile trovare le motivazioni per andare avanti e affrontare ogni giorno continui sacrifici e difficoltà. Sono doppiamente contenta perché è importante quello che viene fuori da questa bellissima storia. Racconta di una giocatrice che pur avendo avuto enormi difficoltà e avendo smesso per molti anni, ha avuto la forza di ritrovarsi e di arrivare dove merita”.

In una settimana più invernale che autunnale, Trevisan ha saldato i conti col passato, riprendendosi il tempo perduto. Anni sottratti al tennis, che ora paradossalmente potrebbero diventare un alleato secondo Garbin. “Anagraficamente ha 27 anni (li compirà il 3 novembre), ma tennisticamente ha fatto un percorso ancora breve. Ha ripreso a giocare nel 2015, non ha tantissimo tennis giocato alle spalle, se non in età giovanile dove aveva enormi potenzialità prima di un break di molti anni. Adesso può essere la sua arma in più, non demorde, è caparbia e non molla mai. E gli ultimi match vinti a Parigi ne sono la testimonianza. Con la Gauff, 6-5 palla contestata che la portava a match point, è riuscita a tenere i nervi saldi. Ha avuto una gestione del match molto buona a livello caratteriale ed emozionale. Ha una mentalità vincente, il suo vissuto lo usa come un plusvalore. Lei lo ha creato, ci ha lavorato tantissimo, a livello mentale ha fatto un lavoro enorme. Io sono una grande fan del miglioramento personale: se non cresci come persona non puoi essere un grande atleta. Lei di vissuto ne ha tanto e tutte le occasioni di migliorarsi le ha sfruttate al meglio. Questi risultati sono da stimolo anche per le più giovani. Avere un esempio così ti dà anche motivazione e forza per cercare di emulare chi ti sta davanti”. 

Tathiana Garbin con le azzurre: Paolini, Giorgi, Trevisan, Gatto-Monticone e Cocciaretto

Martedì il nuovo appuntamento con la storia contro un’altra rivelazione del torneo, la polacca Iga Swiatek, 19enne di Varsavia n.54 WTA, che negli ottavi ha rifilato un impietoso 61 62 alla rumena Simona Halep, n.2 del ranking e prima favorita del tabellone. “E’ un match che si approccia soprattutto dal punto di vista mentale. Giocare i quarti a Parigi contro Halep sarebbe stato un discorso diverso. La polacca resta un’ottima giocatrice e lo ha confermato nella netta vittoria contro la numero due del mondo. Sarà ostacolo duro, ma è una partita tutta da giocare”. Allez Martinà.

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