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Raggiunto l’obiettivo top-100 inseguito per anni e anni, Simone Cremona si gode il momento ma guarda già alla prossima sfida. “L’obiettivo – dice – diventa confermarsi fra i primi 80 del mondo. Un grande stimolo per migliorare ancora”. E sul (suo) mancato boicottaggio: “Non potevo sposare una causa che non condivido”
di Marco Caldara | 30 marzo 2025
"Obiettivo: Top 100 mondo". Sono le quattro parole che per mesi e mesi hanno chiuso il testo di ogni singolo post social pubblicato da Simone Cremona: un’ambizione compagna in anni e anni di attività, di viaggi, impegno e sacrifici, sempre più intensi all’avvicinarsi del traguardo e perfetti per impreziosirlo. Il piacentino classe ‘87 l’ha tagliato lunedì 3 marzo dopo la storica semifinale nel P2 di Premier Padel a Gijon, alla quale col compagno Jaume Romera ha dato seguito con i quarti di finale a Cancun, arrampicandosi fino al numero 75 del ranking mondiale FIP. Record per un giocatore nato in Italia, qualcosa di impensabile solo fino a qualche tempo fa. “Vedere il mio nome così in alto in classifica – racconta l’azzurro, da anni pilastro della nazionale – fa un certo effetto. Non mi sarei mai aspettato di arrivare fino a qui: per me obiettivo top-100 significava numero 95 o giù di lì. Ancora non mi sono fermato a riflettere bene su quanto successo, ma non ho nemmeno intenzione di farlo. Godersi il momento è giusto, ma non vorrei che subentrasse un po’ di appagamento, che nella mia testa cambiasse qualcosa. Voglio rimanere umile e proseguire nel percorso fatto sin qui”.
Come noto, a dare a Cremona la spinta decisiva verso la top-100 è stato un torneo – quello di Gijon – boicottato fra le polemiche da tutte le coppie più forti del mondo. Ma l’emozione di una semifinale non gliela toglierà nessuno. “Avevo già vissuto situazioni ancora più importanti – continua –, come può essere un mondiale, ma se ripenso di aver giocato una semifinale nel circuito maggiore in uno stadio pieno, davanti a circa 5.000 persone, mi viene ancora la pelle d’oca. È stata un’emozione fortissima, come lo era stato presentarsi in un torneo simile da testa di serie numero 1. Qualcosa che, per un italiano, sarà molto complicata anche in futuro. È stato un sogno e arrivare in semifinale l’ha reso ancora più dolce”.
Detto dell’assenza delle coppie più forti, a Cremona e il compagno va dato il (grande) merito di aver sfruttato a dovere un’occasione di quelle che capitano poche volte nella vita. “Abbiamo preso la palla al balzo – dice ancora –, traendo il massimo dalla situazione che si è creata. Sono consapevole del fatto che un risultato simile sarebbe stato praticamente impossibile con tutte le coppie più forti al via, ma c’erano comunque tanti ottimi giocatori, avversari che vanno battuti in campo”.
Qualche collega ha storto il naso per la scelta dell’azzurro – così come di altri – di prendere parte all’evento spagnolo, tacciandolo di volersi approfittare della situazione per raccogliere punti “facili”. Ma Simone ha sempre avuto e continua ad avere le idee chiare. “Partecipare ai tornei di Gijon e Cancun è stata una scelta coerente con il mio percorso. L’ho fatta e la rifarei mille volte, non tanto per sfruttare il momento quanto perché non concordo sui motivi che hanno portato al boicottaggio. A mio parere le condizioni del circuito funzionano, dunque non vedo per quale ragione dovrei sposare una lotta che non condivido. Se proprio, sono stati i giocatori che hanno rinunciato al torneo a creare un vantaggio a tutti gli altri”.
Raggiunta l’agognata top-100 (e anche molto di più), ora Cremona guarda avanti. Anche se il nuovo piazzamento nei primi 80 della classifica non dovrebbe cambiare troppo la programmazione. “Se lo scorso anno mi fossi trovato in questa situazione – spiega – mi sarei dedicato solo al circuito Premier Padel. Ma oggi non credo sia la mossa corretta, in virtù dello sviluppo del Cupra FIP Tour, con tanti tornei Silver che offrono parecchi punti. Grazie ai risultati di Gijon e Cancun, io e il mio compagno ci siamo garantiti la possibilità di entrare sempre nelle qualificazioni dei tornei del circuito maggiore, ma allo stesso tempo abbiamo la quasi certezza di essere fra le prime teste di serie nei tornei FIP, quindi con buone chance di arrivare in fondo. Dunque sta a noi scegliere. Se ci fosse la sicurezza di partire dal main draw, Premier Padel sarebbe più redditizio sia in termini di punti sia a livello economico, ma se si parla di qualificazioni oggi non so se convenga di più giocare il circuito maggiore o il Cupra FIP Tour. Nel mio caso valuterò col mio compagno settimana dopo settimana, alternando le due cose: per esempio potremmo rinunciare al Major di Doha, preferendo due eventi Silver, uno a Roma e l’altro a Cipro”.
In termini di classifica, invece, la prima grande sfida sarà rimanere nella zona raggiunta, nei primi 80 del mondo. “È ciò che più mi stimola in questo momento – dice ancora Cremona –: voglio dimostrare di poter stare a quei livelli, anche ora che tutti coloro che ho superato hanno ripreso regolarmente a giocare. È una bella sfida, complicata, perché per mantenermi dove sono arrivato non basterà fare abbastanza bene. Servirà fare molto bene, vincere partite importanti, sfruttare le occasioni che si presenteranno e il piccolo vantaggio di poter spesso partire fra le teste di serie nei tornei FIP. Naturalmente l’ideale sarebbe crescere ancora e lavorerò per farcela, ma sarei molto felice se riuscissi a chiudere la stagione fra le posizioni numero 70 e 80, dove mi trovo ora”.
A spalleggiarlo, come sempre, il suo partner fisso in questa prima metà di 2025, ossia il catalano classe 2005 Jaume Romera Barcelo, col quale ha condiviso i traguardi più importanti in carriera. “Abbiamo iniziato a giocare insieme quest’anno e subito sono arrivati grandissimi risultati. Ma non ci accontentiamo e il bello viene ora: stiamo giocando bene e dobbiamo continuare a farlo, dimostrando di essere una coppia affiatata. Ci attende un mese di aprile intenso con tanti tornei da disputare, alcuni dei quali si annunciano come complicati e con tanti coppie forti. Il prossimo mese sarà un bel test per capire quali sono le nostre potenzialità e dove possiamo migliorarci ancora”.
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