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Padel

Universo Tapia, fenomeno (anche) di normalità

Sul campo da padel Agustin Tapia non è affatto un personaggio normale, perché gli riescono cose impensabili per i comuni mortali. Ma riesce comunque ad accoppiare a tutto ciò, e anche a pressioni e crescente popolarità, un approccio da ragazzo qualsiasi. È quella una delle sue chiavi per eccellere

01 maggio 2024

Un fuoriclasse con davanti a sé ancora almeno dieci anni di carriera ad alti livelli. Agustin Tapia ha conquistato 15 titoli nel 2023 insieme ad Arturo Coello, un record destinato a rimanere imbattuto per lungo tempo. E in questi primi 5 appuntamenti del 2024 ha già vinto 3 volte, conquistando nel circuito Premier Padel il Major di Doha, il P1 di Acapulco e il P2 di Puerto Cabello. Per Tapia sono 23 le vittorie stagionali, con appena 2 sconfitte in finale a Riyadh e a Bruxelles.

Il Mozart di Catamarca è ancora sulla cresta dell’onda e sta dominando la stagione, nonostante il 2023 sia finito bene ma non benissimo, con una flessione dei giocatori che sono conosciuti come “The Golden Boys”. E neanche Tapia era convinto da subito di poter confermare i grandi risultati dell’anno scorso. “Avevamo qualche dubbio – ha detto – ma abbiamo iniziato la stagione dando il massimo. Sapevamo che solo lavorando tanto e sodo saremmo tornati quelli di inizio 2023”.

Il classe 1999 di Catamarca analizza anche quello che è successo dopo aver raggiunto il numero 1 del ranking. “Forse ci penserò di più quando andrò in pensione, perché mentre sei in tour giochi costantemente e hai poco tempo per goderti il momento”. E il segreto dell’amicizia e del successo con Arturo Coello sta nel modo di affrontare la popolarità e le aspettative su di loro. Arturito ha dichiarato che passa con il suo compagno del tempo di qualità, che non stanno sempre insieme e che gestiscono alla grande la loro partnership. “È fondamentale e ci aiuta vivere in due città diverse – dice Tapia –. Fare tutto insieme e stare appiccicati per 24 ore farebbe esaurire il nostro feeling. Invece così è perfetto”.

Tapia, che si definisce un ragazzo tranquillo che prova a essere vero e sincero, senza fingere di essere qualcun altro, spesso prova a isolarsi dal mondo dei social, che può essere problematico. “Non leggo tutti i commenti e non mi applico a queste cose, anche se spesso ricevo degli elogi”. Di sicuro Tapia ha apprezzato il commento di Sanyo Gutierrez, che lo ha esaltato per la capacità di trasmettere la sua normalità all’interno della sua straordinaria carriera. “Il documentario su di me? Ero teso ed emozionato, so di essere molto giovane e che è una cosa inusuale. Sicuramente mi sono commosso guardandolo”.

Il boom del padel di questi ultimi anni è anche (e forse soprattutto) merito di Tapia, King Arthur, Lebron e Galan. Ed è proprio sulla separazione dei Galacticos che Agustin si esprime. “Di sicuro la fine della loro partnership ci agevola sulla carta, perché è difficile che in poco tempo venga fuori una coppia così forte. Ma è chiaro che tutti e due, Lebron con Paquito e Galan con Chingotto, sono delle insidie per me e Arturo”.

Ma finché manterrà questa calma olimpica e questa serenità, Tapia sembra inarrivabile. “È da tanto tempo che non spacco una pala, cerco di controllare le emozioni. Mentre alla PlayStation non ci riesco e spesso qualche joypad fa una brutta fine”. Già, in questo momento scippare la vetta della classifica a Tapia e Coello pare un’impresa da videogame.


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