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Amarezza Fritz: “Deluso, mi aspettavo un match diverso”

Sceso in campo tranquillo, convinto di poter vincere, Taylor Fritz si è arreso in tre set a Sinner senza mai dare l’impressione di poterlo infastidire. “Avevo un piano – ha detto – ma non sono riuscito ad applicarlo. Lui è il numero uno e si è visto come mai”. Sul suo torneo: “Questa finale mi dà la spinta per ripetermi”

09 settembre 2024

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Taylor Fritz è sceso in campo per la finale dello Us Open sicuro di poter battere Jannik Sinner e vincere il titolo, e non ne aveva fatto mistero alla vigilia. Ma la differenza fra i due è troppo ampia e la sfida l’ha mostrato chiaramente, obbligando lo sconfitto a ingoiare un boccone amaro.

“È stato un match molto complicato per me – ha detto davanti ai giornalisti – perché avevo un piano ma sono riuscito ad applicarlo solo in parte. Non ho colpito la palla come avrei voluto, e nel primo set ho avuto grandi difficoltà al servizio. Nel terzo set sono riuscito a fare qualcosa in più, mi sono messo nella posizione per vincere il parziale, ma da quel momento Sinner ha dimostrato come mai oggi è il miglior giocatore del mondo. Il mio piano A non ha funzionato, mentre il piano B, ossia quello di provare a rischiare il più possibile, contro di lui non va. Fisicamente e mentalmente mi sentivo bene, ed ero sicuramente molto più teso prima della semifinale contro Tiafoe. Oggi invece ero tranquillo: fin da quando sono sceso in campo ho pensato a godermi il momento, il calore del pubblico e la possibilità di giocare un match che ho sempre sognato davanti a uno stadio pieno. Semplicemente mi aspettavo di giocare meglio, fin dall’inizio.

Sicuramente – ha aggiunto Fritz – nel tennis di oggi si vedono delle possibilità che qualche tempo fa non c’erano. Qui Alcaraz e Djokovic sono usciti di scena presto e il tabellone si è aperto. Pur senza mai sentirmi al massimo delle mie possibilità sono arrivato in finale in un torneo del Grande Slam. Sono stato solido, ma non ho mai servito al cento per cento, non ho mai giocato di rovescio al mio meglio. Eppure eccomi qua, quindi significa che per arrivare in fondo anche nei grandi tornei non è più necessario giocare un tennis incredibile. Questo mi conforta, mi dà forza. Nella mia carriera ogni risultato ottenuto mi ha dato la spinta per provare a ripetermi il prima possibile. Diciamo che si può arrivare fino ai quarti di finale giocando in modo solido e attento. Poi, invece, per battere i più forti serve qualcosa in più”.

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Prima della finale dello Us Open, Fritz e Sinner si erano affrontati altre due volte. La prima nel 2021 a Indian Wells, quando vinse l’americano in due set. “Direi che da allora è migliorato parecchio – ha detto Fritz ridendo –, soprattutto al servizio. Poi ci ho rigiocato lo scorso anno e aveva già avuto una crescita importante. Penso che già nel 2023 giocasse il tipo di tennis che sa esprimere oggi, ma qualche infortunio gli abbia impedito di raccogliere quando meritasse. Oggi, con lo stesso gioco ma con più fiducia e tante vittorie già conquistate, sta ottenendo tantissimo. Tre anni fa, invece, ricordo che sentissi di poter essere competitivo in tutti i suoi turni di servizio, di potergli fare male da fondo campo. Oggi è cresciuto tanto nel servizio e nei movimenti: è molto più rapido, chiude meglio gli angoli e ha un ottimo servizio”.

Al momento – ha detto ancora in Californiano – non riesco ancora a pensare a quanto fatto di buono in questo torneo, raggiungendo la mia prima finale Slam. Ce la farò, ma per il momento sono solo molto deluso per come sono andate le cose in campo, per come ho giocato e come ho gestito certi punti. È terribile. Non dico che il risultato sarebbe cambiato, ma sicuramente avrei avuto più chance di fare partita. Gli americani aspettavano un vincitore di casa dopo tanti anni, e credo di aver deluso un sacco di persone. Me stesso per primo”.

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