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Sinner diventa il primo italiano con più di un quarto di finale all'Australian Open
di Dario Castaldo, da Melbourne | 21 gennaio 2024
In 111 edizioni degli Australian Open, nessun italiano aveva raggiunto i quarti di finale più di una volta. Jannik Sinner c’è riuscito nell’Happy Slam numero 112, battendo Karen Khachanov per 6-4 7-5 6-3 dopo 2 ore e 33 minuti, aggiornando il suo libro dei record e tornando nei quarti a due anni di distanza dalla prima volta. Ma la versione 2024 dell’altoatesino sembra una fuoriserie rispetto alla berlina del 2022: quella spaventava i tennisti meno quotati, ma perdeva un set contro Taro Daniel e veniva travolta da Tsitsipas. Questa incute timore a tutti, indistintamente. Dei grandi ha la calma, la forza, il cinismo e il tempismo. E non ha ancora perso un set.
Era arrivato agli ottavi in carrozza, Jannik, cedendo solo una volta il servizio (contro van de Zandschulp a match praticamente chiuso) e seppellendo gli avversari di vincenti sparati da destra e da sinistra. Contro Khachanov l’asticella si è alzata, ma - seguendo alla perfezione gli ordini di scuderia - il 22enne di San Candido ha ingranato subito la quinta. Aveva brekkato al primo game Van de Zandschulp e Baez, mentre aveva avuto bisogno del secondo turno di servizio per strappare la battuta a de Jong. Idem contro il moscovita di origine armena, immediatamente costretto ad inseguire nel primo set e incapace di rimettere la testa fuori dall’acqua nel primo parziale.
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Il secondo set cominciava nello stesso modo, con Jannik che piazzava a zero un break nel game d’apertura, ma stavolta il russo trovava le contromisure, sfornava un parziale di 8 punti a zero e restituiva il maltolto. 1-1 e si tornava on serve. Khachanov, semifinalista l’anno scorso, non partiva battuto e non ci stava a fare da sparring. I precedenti confermavano che il match-up oscillava sul filo dell’equilibrio: 2-1 per Jannik, ma con il russo di Spagna (allenato un tempo da Galo Blanco, ora da José Clavet) che poteva riempire il suo cahier des doléances di match point non convertiti e di 4 tie-break u 5 scivolati via.
Il secondo set forniva un bignami della capacità di Jannik di giocare meglio di Khachanov quando il punto scottava. L’azzurro annullava una palla break nel quarto gioco e due palle break nell’ottavo, poi - nell’undicesimo game - operava il sorpasso in curva. In quel game Khachanov si aggiudicava lo scambio più tosto del match (29 colpi) con un dritto in corsa sulla riga che gli regalava il boato della Margaret Court arena e il punto del 40-15. Sinner rispondeva aggiudicandosi uno dopo l’altro gli 8 scambi successivi, brekkando il russo e poi intascando il set con un game a zero.
Oh come ON ??
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Sul 6-4 7-5 l’antifona era chiara anche per il numero 15 del mondo: Karen metteva a referto il punto più spettacolare dell’incontro con un tweener-lob, Jannik firmava tutti quelli più importanti. Il più simbolico e decisivo era un passante incrociato di rovescio che dopo 2 ore e 25 minuti soffiava su un millimetro di vernice bianca, pizzicando la riga laterale di quel tanto che bastava da non far scattare la chiamata dell’hawke-eye live.
Un millimetro che (assieme ad un pregevolissimo recupero di dritto con accenno di passante no look di dritto) valeva il break al settimo gioco. Al numero 1 d’Italia bastava tenere tenere i nervi saldi nell’ottavo game, perché sul 5-3 Khachanov mollava definitivamente la presa. Sinner si garantiva così il ritorno sulla Rod Laver arena. Dopodomani, ancora nei quarti. Stavolta, però, da favorito.
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Semifinale
2022 Matteo Berrettini, R.Nadal, Esp, 63 62 36 63
Quarti di finale
1935 Giorgio De Stefani, battuto da F. Perry, Gbr, 60 60 60
1957 Nicola Pietrangeli, battuto da M. Anderson, Aus, 97 97 62
1991 Cristiano Caratti, battuto da P. McEnroe, Usa, 76 63 46 46 62
2022 Jannik Sinner, battuto da S.Tsitsipas, Gre, 63 64 62
2024 Jannik Sinner ?
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