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US Open, qualificazioni: Stefanini a un passo dal main draw, fuori Bronzetti e Grant

Stefanini ha eliminato in due set la statunitense Brengle per accedere al turno decisivo. Bronzetti ceduto in tre set contro la 22enne Iatchenko e Grant ha subito la rimonta della giapponese Sakatsume

26 agosto 2026

Un'esultanza di Tyra Grant allo US Open (Foto USTA)

Un'esultanza di Tyra Grant allo US Open (Foto USTA)

Una grande Lucrezia Stefanini è al turno decisivo delle qualificazioni dello US Open. Numero 28 del tabellone cadetto e 119 della classifica mondiale, l'azzurra ha controllato dall'inizio alla fine la sfida contro Madison Brengle (n.211), chiudendo per 62 63 in 69 minuti di gioco. La toscana si giocherà per la prima volta quest'anno l'accesso al tabellone principale di uno Slam dopo aver perso per tre volte consecutive al secondo turno. La sua avversaria sarà una tra Julieta Pareja (n.284) e Iryna Shymanovich (n.191).

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Lucia Bronzetti si ferma al secondo turno. La tennista n.135 al mondo ha ceduto con lo score di 62 36 63 di fronte a Polina Iatchenko (n.160), nel primo confronto diretto tra le due. Ottima la reazione di Bronzetti dopo un primo set complicato per via dell'alta intensità imposta al gioco dall'avversaria classe 2003. Sotto di un break in avvio di secondo, l'azzurra vince quattro giochi di fila per issarsi sul 4-1, gestendo il vantaggio fino ad arrivare al terzo set. Accusa anche un problema alla schiena, Bronzetti, che però non si ferma e continua a lottare. Purtroppo, qualche imprecisione di troppo nell'ottavo game del terzo set le costa il break che si rivela decisivo ai fini del risultato.

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Come Bronzetti, anche Tyra Caterina Grant (n.149) ha dovuto purtroppo arrendersi al set decisivo, col punteggio finale 57 62 63, contro la giapponese Himeno Sakatsume (n.144, n.23 delle qualificazioni). La 18enne azzurra è brava a far suo il primo set risalendo da 2-4 a 7-5, ma per lei non mancano i rimpianti. Le occasioni migliori arrivano infatti nel terzo set.

È in effetti la prima a portarsi avanti, sul 3-1. Il quinto game tuttavia rappresenta il punto di svolta, con Sakatsume che cancella quattro palle del doppio break, e da qui inizia una striscia di cinque giochi consecutivi contro una Grant più stanca, e forse anche un po' condizionata dalle chance non sfruttate. Ma con i suoi 18 anni, dopo essersi già tolta la soddisfazione di esordire a Wimbledon, ogni partita rappresenta una lezione importante per migliorarsi ancora.

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