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Dopo il forfait al “Sunshine Double” resta ancora incertezza sul ritorno in campo della campionessa di Wimbledon in carica che non gioca un match ufficiale dalla semifinale dello scorso novembre alle WTA Finals di Riyadh
di Tiziana Tricarico | 27 febbraio 2025
Tra tutte le top 40 c'è soltanto una giocatrice che non ha ancora disputato una sola partita in questa stagione. E che non lo farà almeno per un altro mese visti gli annunciati forfait sia ad Indian Wells che a Miami. Stiamo parlando di Barbora Krejcikova, due volte campionessa de Slam - Roland Garros 2021 e Wimbledon 2024 -, attualmente n.16 del ranking dopo essere arrivata fino al n.2 esattamente tre anni fa (il 28 febbraio del 2022). In un’intervista a Sport CZ, la 29enne di Brno ha raccontato che ad un certo punto ha sentito che il suo fisico non rispondeva più e che si sta trascinando un problema alla schiena da oltre sei mesi.
“Il recupero non sta andando così veloce come speravo, è vero, ma sto facendo tutto il possibile per tornare il prima possibile. Mi chiedo se tornerò mai completamente libera dal dolore, al momento è una situazione che mi stressa parecchio”, ha detto la ceca, vista in campo l’ultima volta Riyadh, lo scorso novembre, in occasione delle WTA Finals, dove era stata eliminata in semifinale dalla cinese Zheng Qinwen.
I problemi erano iniziati proprio dopo il trionfo a Wimbledon (superando in finale Jasmine Paolini). “E’ stato in estate che tutto ha iniziato ad andare storto: passare dall’erba alla terra battuta è una delle sfide più difficili, in più avevamo pochissimo tempo per farlo”, ha raccontato Barbora a proposito della partecipazione ai Giochi Olimpici di Parigi. “Ricordo che il primo giorno pioveva, il secondo giorno quando ho giocato nel pomeriggio faceva davvero molto caldo. Mi sono resa conto che le mie forze si andavano esaurendo molto rapidamente. Dopo la prima partita mi girava la testa e avevo i crampi, non mi sentivo affatto bene”, ha aggiunto Krejcikova che, nonostante tutto, non ha rimpianti: “Era un evento molto importante, significava difendere il mio Paese, e non volevo rinunciarci”.
In più la ceca era in gara sia in singolare che in doppio: “Non potevo dire a Katerina (Siniakova) che non avrei giocato, era impossibile. Immagino che, con l'avanzare dell'età, dovrò gradualmente limitare la mia partecipazione al doppio, dovrò iniziare a essere un po' più selettiva”.