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La 26enne bielorussa batte Pegula in due set e si riscatta dopo la sconfitta con Andreeva all’ultimo atto del Wta 1000 di Indian Wells. Ora la numero 1 del mondo aumenta il margine di vantaggio sulle rivali
30 marzo 2025
Aryna Sabalenka è la regina di Miami. La 26enne bielorussa ha sconfitto Jessica Pegula con il punteggio di 7-5 6-2, laureandosi campionessa nel quarto Wta 1000 della stagione, il secondo ravvicinato dopo quello di Indian Wells vinto da Mirra Andreeva. “Vincere a Miami - ha spiegato - è speciale perché qui è come se fossi a casa mia. Ho sentito il sostegno del pubblico in ogni partita e sono molto felice di essere riuscita a vincere il torneo. Non volevo assolutamente perdere un’altra finale, sono stata brava a restare focalizzata sul match sin dal primo quindici”, ha ammesso la numero uno del mondo in conferenza stampa.
“Giocare contro Jessica (Pegula, ndr) è sempre stimolante perché è una grandissima giocatrice e ogni sfida contro di lei è ricca di insidie. Anche questa volta sono stati pochi punti a fare la differenza: mi auguro di ritrovarla presto, magari in un’altra finale, sperando in un esito identico”, ha dichiarato, con il sorriso la tennista di Minsk, quest’anno a segno a Brisbane e poi battuta in finale sia agli Australian Open che a Indian Wells.
Il focus di Sabalenka è ora sui tornei sulla terra battuta, a partire da Madrid e Roma, fino ad arrivare all’appuntamento clou del Roland Garros: “Il successo a Miami mi dà la carica per affrontare le prossime settimane di preparazione ai tornei sul rosso. Mi sento pronta, ma non so cosa potrà succedere. Adesso penso soltanto a godermi questa vittoria, anche il mio team ha speso tantissime energie e quindi sarebbe giusto andare a festeggiare, mangiando una pizza o bevendo tequila”.
"In passato - ha continuato - ho avuto diversi problemi col servizio. Ho faticato con quel colpo. Ma è stato in quel momento che ho scoperto di avere molte altre armi e di poter vincere anche quando non tutto funziona a dovere. Mi sono anche ripromessa di non mostrare le mie emozioni negative in campo".
Sabalenka, ritorno al successo
Aryna confessa anche qualche sua nuova e vecchia abitudine: "Di recente ho cominciato a mettere delle foto in un album, per rivederle dopo un po' e ritrovare i momenti belli della mia carriera. Mentre - in pochi lo sanno - spesso scrivo i miei piani su un foglio, che poi dimentico persino che esista. Ma questi piani, una volta scritti, restano nella mia testa e mi aiutano".
Delusa, ma fino a un certo punto, Jessica Pegula, comunque brava a mettere in difficoltà la sua avversaria soprattutto nel corso del primo set. “È stata una finale molto difficile, Aryna ha saputo esprimersi a un livello altissimo nei momenti più delicati. Ho perso questa partita, ma non posso non essere felice per come ho giocato nelle ultime due settimane. Raggiungere la finale a Miami è particolare, a maggior ragione perché ho avuto l’onore di giocare di fronte a tanti amici e alla mia famiglia”, ha detto la 31enne statunitense al termine del match.
“Cos’ha fatto la differenza? Entrambe abbiamo avuto dei problemi al servizio, ma lei li ha gestiti un po’ meglio di me. Io ho risposto bene, ma lei ha sempre giocato vicino alle righe nei momenti necessari, arrivando così a mettersi in una posizione di vantaggio. Aryna gioca benissimo i primi due colpi, è sempre aggressiva e non ti dà mai l’opportunità di prendere il controllo dello scambio. Il servizio la aiuta tantissimo, ma sa fare bene anche tante altre cose. Sui campi veloci è quasi imbattibile, ma se si vuole arrivare a vincere questo tipo di tornei bisogna mettersi in testa che si troveranno sempre o lei o Swiatek: giocare le finali contro di loro è un privilegio, vincere sarebbe speciale”.
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