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Andreeva da record, vince il WTA 1000 di Dubai a 17 anni: da lunedì sarà in Top-10

L'allieva di Conchita Martinez è la più giovane di sempre a vincere un WTA 1000: sconfitta la danese Clara Tauson in due set. Da lunedì sarà n. 9 al mondo

di | 22 febbraio 2025

L'emozione di Mirra Andreeva (Getty Images)

L'emozione di Mirra Andreeva (Getty Images)

A 17 anni e 299 giorni, Mirra Andreeva diventa la più giovane campionessa di un WTA 1000 dal momento dell’introduzione della categoria (2009). Nella finale più giovane di sempre per un “1000” (39 anni e 351 di età “combinata” tra le due giocatrici) la n. 14 WTA si è aggiudicata il Dubai Duty Free Tennis Championships sconfiggendo la ventiduenne Clara Tauson (n. 33) con il punteggio di 76(1) 61. Un titolo storico, il secondo della sua carriera, che nel ranking di lunedì la porterà per la prima volta in Top-10, alla nona piazza. L’ultima a riuscirci a 17 anni era stata Nicole Vaidisova, nel 2006.

"Onestamente è incredibile. Avevo come obiettivo di entrare in Top-10 per l'inizio dell'anno, ma siamo solo alla fine di febbraio e ce l'ho fatta. Sono felicissima di come ho giocato - ha detto dopo il match -. Ero molto nervosa, ho fatto alcuni doppi falli ed errori di troppo, ma sono stata in grado di gestire la pressione, è una sensazione fantastica. Non ho pensato alla possibilità di vincere, mi dicevo di pensare solo al punto successivo, punto dopo punto. È stata dura, nel primo set sento di essere stata fortunata, ma è una cosa che sognavo da bambina, e ora il sogno è diventato realtà. Sono senza parole".

IL MATCH

La tensione si fa strada nella mente e nel braccio di entrambe le giocatrici per almeno i primi quattro giochi. Al servizio parte Tauson, ed è proprio il colpo di inizio gioco a tirarla fuori dalle prime fatiche, annullando anche una palla break. Dall’altra parte della rete, invece, è proprio la battuta a tradire la n. 14 WTA, autrice di due doppi falli consecutivi dal 15-30 che creano il primo allungo, breve, del match.

La reazione di Andreeva, infatti, non si fa attendere, e passa proprio dalla risposta. Sotto ancora 30-0, l’allieva di Conchita Martinez impatta due grandi risposte e sfrutta un errore dell’avversaria. Che questa volta, sulla palla break, non riesce a salvarsi: altro vincente di rovescio in risposta e partita rimessa in equilibrio.

Gli spunti tecnici, in ogni caso, sono interessanti, e legittimano a pieno titolo non solo i risultati delle due giocatrici in queste due settimane, ma i progressi di tutti gli ultimi mesi. Dalla ventiduenne di Copenhagen, che nel quarto game tenta subito un nuovo break (con due volée vincenti ad aprire il game) fino alla leggerezza con cui la più giovane delle due finaliste supera ripetutamente i 180 chilometri orari al servizio per rimontare e impattare immediatamente sul 2-2.

L’equilibrio scandito dai turni di battuta, tuttavia, è costantemente in bilico, segno della grande qualità in risposta di entrambe, e per questo di una stabilità al servizio altrettanto labile. Andreeva è la prima a punire ogni tentativo di traiettoria più lenta e alta della danese, che si ritrova sotto 5-4.

Al servizio, in ogni caso, la russa non è altrettanto cinica: regala troppo ad inizio game, con due cambi frettolosi in lungolinea e un doppio fallo. Sotto di due palle break si fa forza con un primo ace, ma poi è vittima delle accelerazioni della n. 38 WTA, che ne condizionano l’errore. Il rientro in extremis, però, si vanifica poco dopo al tie-break, quando le imprecisioni della tennista scandinava aumentano a dismisura. Andreeva è l’unica giocatrice in campo e “raccoglie” senza problemi il game decisivo: mette a segno un ace, che sommato ai sei errori (cinque considerabili come gratuiti) di Tauson sancisce un netto 7-1.

Al rientro dagli spogliatoi, l’ora di tennis intenso pesa prevedibilmente sulle gambe della tennista scandinava. I movimenti sono molto meno rapidi e sciolti rispetto alla prima parte dell’incontro e la necessità di accorciare gli scambi si fa incombente. Andreeva, dal canto suo, rimane glaciale, e nel quarto gioco sfrutta i dolori di Tauson sul fianco destro per prendere in mano le redini del match e scavare il solco definitivo sul 3-1 con un vincente di rovescio.

A quel punto è lei la padrona in campo, e dopo un'ora e 46 minuti arriva anche l'appuntamento con la storia. È il primo WTA 1000 per lei, è in Top-10, ma la sua favola sembra, ancora, solo all'inizio. Per vincere un "1000" ha impiegato appena 11 partecipazioni complessive in tabelloni del genere, meglio ha fatto solo Paula Badosa (vittoriosa al 10° tentativo ad Indian Wells, nel 2021. Considerando anche il circuito ATP, inoltre, Andreeva è soltanto la seconda teenager a vincere a Dubai dopo Rafael Nadal (2006).

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