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Jannik Sinner raggiunge la nona semifinale ATP e guadagna altri 90 punti sui rivali nella corsa per uno degli ultimi posti alle Nitto ATP Finals. Vincendo il torneo, risalirebbe al decimo posto nella Race to Torino
di Alessandro Mastroluca | 22 ottobre 2021
Una prova di forza, un marchio di maturità. Solidità, velocità di esecuzione e mente fredda hanno spinto Jannik Sinner verso la nona semifinale ATP in carriera. Freddo e feroce, ha consumato la rivincita sul francese Arthur Rinderknech che l'aveva sconfitto a Lione sulla terra rossa. Sul duro al coperto, nelle condizioni che l'azzurro preferisce, non c'è stata partita. Troppo pulito il tennis del francese, troppo centrato e veloce l'azzurro dal lato del diritto e in risposta perché l'esito potesse essere diverso.
Il 6-4 6-2 finale dà la misura della superiorità espressa in campo da Sinner, che sfiderà per la finale il sudafricano Lloyd Harris.
Come ha scritto Vincenzo Martucci su SuperTennis, il 24enne di Cape Town “con quell’aria da Pippo, ciondolante e sognante, alto 1.93 per 80 chili appena, ha servizio-dritto ma anche la spensieratezza di Guga Kuerten che infiammò la terra rossa del Roland Garros e non solo”.
Lloyd Harris, l'ultimo erede della tradizione sudafricana
Contro Rinderknech, a parte un break subito e subito ripreso nel primo set, Sinner ha convinto al servizio e ancora di più in risposta. La scelta di giocare profondo e centrale, per togliere angolo all'avversario e avere più scelte per attaccare la palla successiva, ha funzionato.
Il servizio è più sicuro, l'ultimo turno di battuta della partita tenuto a zero, nel game conclusivo dell'incontro, lo conferma. Giorno dopo giorno, Sinner si fida della sua prima e la spinge per comandare subito il gioco.
La certezza di poter far male con i due colpi di inizio gioco ha reso più sciolto tutto il suo tennis, anche nelle situazioni in cui normalmente avrebbe lavorato di più la palla e magari perso più campo. Fulmineo nelle transizioni dalla difesa all'attacco, con il diritto ha fatto la differenza in lungolinea e in diagonale, anche quando ha colpito in arretramento. Un match convincente e autorevole, dunque, in linea di continuità rispetto al derby vinto contro Musetti.
Non lo ferma nemmeno una leggera caduta, peraltro senza conseguenze. “Sono caduto un po’ sul ginocchio, solo un dolore ma niente di che” ha detto. Le condizioni di Anversa, torneo sul duro al coperto, gli piacciono. “A Sesto d'inverno ci sono 5 metri di neve, quindi da piccolo potevo giocare solamente indoor: non c'è il vento, non c'è il sole: ci sono solo la palla ed il campo” ha spiegato.
Ma la sfida contro Harris, che nel torneo ha mostrato una combinazione servizio-diritto di grande efficacia ed è in semifinale anche in doppio con il coach 41enne Xavier Malisse, non è di quelle da prendere sotto gamba. “Harris ha avuto una grande stagione, devo trovare il modo di portarla a casa. Serve bene, si muove bene, qui ha disputato match incredibili” ha sottolineato Sinner, vicino all'ingresso in Top 10, a 20 anni e due mesi, e in corsa per uno degli ultimi posti alle Nitto ATP Finals.
Con questa vittoria, Sinner ha guadagnato infatti novanta punti nella FedEx Race to Turin, la classifica che considera i soli piazzamenti stagionali e qualifica per le Nitto ATP Finals. Sinner è undicesimo, a 270 punti dal polacco Hubert Hurkacz, il suo migliore amico, nono e oggi l'ultimo dei qualificati. Se dovesse vincere il torneo, Sinner salirebbe al decimo posto davanti a Cameron Norrie. E si rilancerebbe ancor di più nella corsa per le Finals.